Il BIGNAMI DEL DIVERTIMENTO su RADIO ITALIA ANNI 60

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Claudio Boglione Martedì, 28 Dicembre 2021 01:00

È partito l'appuntamento settimanale su RADIO ITALIA ANNI 60 nella rubrica di Anna Grossi con il BIGNAMI DEL DIVERTIMENTO curato da VIVIROMA.IT

La pagina di Marika

Nel momento nel quale Teatri, Cinema, Concerti e Mostre hanno riaperto al 100% questa nuova rubrica settimanale punta a stimolare la curiosità dei lettori per ritornare a vivere in presenza la vita culturale della Capitale. VIVIROMA.IT è la guida dove trovare lo spettacolo giusto per la serata e dove condividere le emozioni vissute negli eventi dal vivo. 

 

Le nostre scelte della settimana dal 18 al 24 dicembre sono: 

 

TEATRO / MUSICA x RAGAZZI - ALADIN IL MUSICAL GENIALE 

  • QUANDO? Dal 9 dicembre al 2 gennaio
  • DOVE?  Teatro Brancaccio, via Merulana 244, Roma

Più di un family show, il musical, liberamente ispirato ad una delle più celebri novelle orientali de “Le mille e una notte”, ripercorre le avventure di Aladino e del genio della lampada, in un sontuosa ambientazione medio-orientale con alcune contaminazioni in stile Bollywood nelle musiche originali, negli arrangiamenti musicali, nelle coreografie e nei costumi.

Abbiamo visto “Aladin il musical geniale” al teatro Brancaccio, con la regia di Maurizio Colombi. 

In scena Giovanni Abbracciavento, Emanuela Rei, Umberto Noto, Michele Savoia, Maurizio Semeraro, Renato Crudo, Federica Buda, Jonathan Guerrero, Daniele Derogatis, Fulvia Lorenzetti, Raffaella Alterio e l’ensemble. 

Un musical travolgente adatto a grandi e piccini che immerge il pubblico in un’atmosfera unica, ricca di colori e colonne sonore che spaziano dalla musica pop internazionale ad alcuni riconoscibili successi italiani. 

A differenza di quello che si possa pensare non riprende la trama del classico Disney, conosciuto e amato da tutti, ma racconta la storia, altrettanto coinvolgente, di Aladin, un giovane ragazzo pieno di sogni, che vive insieme alla sua fedele scimmietta Coco e sua madre Kamala in una piccola bottega di stoffe. 

Una mattina, insieme al suo migliore amico Abdul, elabora un piano per conoscere la Principessa Aicha, di cui è innamorato, venuta al mercato accompagnata dalle guardie e dalla sua fedele ancella Jasmine.

Jafar, il gran Visir del Sultano, arresta i due ragazzi e, su consiglio del suo fedele servitore Skifus, rinchiude Abdul nelle prigioni del palazzo ricattando Aladin: soltanto se avesse recuperato per lui una lampada ad olio nascosta nella caverna del cobra avrebbe rivisto vivo il suo migliore amico.

Per una serie di sfortunati eventi, Aladin rimane imprigionato all’interno della Caverna ma grazie ad un anello, chiesto in pegno a Jafar, scopre il segreto della Leggenda del deserto incontrando Nello, il genio dell’anello e Thor, il genio della lampada.

I due geni, grazie a desideri buoni ed altruisti, aiuteranno Aladin a liberare il suo amico e incontrare la sua principessa.

Ad accompagnare i personaggi, una scenografia curata nel dettaglio, ricca di elementi che ci riportano nel lontano oriente. Effetti luce che arricchiscono la scena e un pannello, posizionato sul proscenio, dove verranno proiettate immagini fantastiche, particolarmente suggestiva la scena di Aladin e Aicha sul tappeto volante. 

A far da protagonista è sicuramente la musica, gli attori si dimostrano padroni del palcoscenico grazie alle loro ottime capacità vocali. Si destreggiano senza alcuna difficoltà tra le coinvolgenti coreografie di Rita Pivano e le diverse musiche e arrangiamenti originali di Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari. 

 

 

 

ARTE - “Visea”, un’applicazione multimediale che racconta l’arte del dipingere ad affresco

  • -  QUANDO?     Dal 15 dicembre 
  • -  DOVE?           ai Musei Capitolini 

Il ciclo pittorico murale eseguito dal pittore Tommaso Laureti nella Sala dei Capitani del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini prende vita attraverso un’applicazione multimediale innovativa che permette di ripercorrerne l’intero processo esecutivo. Il progetto, nato nell’ambito del Bando POR/FESR 2014-2020 Regione Lazio “L’impresa fa cultura” 2019 e promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stato ideato dal team CBC Conservazione Beni Culturali Soc. Coop. - Nergal Consulting Srl - Xtrust Srl, in collaborazione con i Musei Capitolini selezionati quale “Luogo della Cultura”. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Gli affreschi, commissionati dalla Magistratura Capitolina e realizzati tra il 1587 e il 1594, raffigurano alcuni dei più celebri episodi della storia di Roma antica tratti dall’opera di Tito Livio “Ab Urbe Condita” e intesi come exempla virtutis del Popolo Romano.

I visitatori potranno navigare all’interno delle scene sulle quattro pareti (la Giustizia di Bruto, Orazio Coclite al ponte Sublicio, Muzio Scevola davanti a Porsenna e la Battaglia presso il lago Regillo) e scoprire la sequenza temporale di esecuzione degli affreschi, ripercorrere le giornate di lavoro successive, i gruppi pittorici realizzati nelle giornate di lavoro, cogliere i metodi tecnici usati dall’artista per passare da un disegno su carta all’intonaco, ma anche i suoi procedimenti nel dipingere e i suoi ripensamenti.

Attraverso un’applicazione avanzata su natural user interface, con lo storytelling di tipo multimediale (immagini e testo) che accompagna l’animazione dinamica, si riceveranno approfondimenti testuali sulla tecnica pittorica, sui personaggi principali raffigurati e su come nel tempo la Sala, già nota come Salotto degli Imperatori, si sia arricchita di monumenti, statue e iscrizioni.

Alla proposta innovativa dei contenuti, il progetto associa una tecnologia all’avanguardia che tiene conto dell’emergenza epidemiologica da Covid 19. A differenza dei totem touch-screen, il progetto Visea è infatti installato su un totem che funziona in modalità touch-less, ovvero senza contatto. Si tratta di un software ideato dagli autori del progetto in accordo con la Direzione dei Musei Capitolini che permette di richiamare le informazioni con il solo movimento del dito indice (Air Push).

I Musei Capitolini sono quindi lieti di poter offrire ai propri visitatori questo nuovo prototipo, nella doppia lingua, italiano e inglese, destinato in futuro a cambiare i classici totem multimediali, uno strumento che permetterà agli utenti di usufruire serenamente di questa nuova importante offerta culturale in piena sicurezza.

 

 

TEATRO - LA CANICOLA DELLA CONTRORA

  • QUANDO? dal 17 al 19 dicembre
  • DOVE?  Teatro Elettra di Via Capo D'Africa, Roma

Una chicca per i nostri lettori l'atto unico di Antonio Mocciola, con la regia di Emilia Miscio, che vede come unici interpreti gli attori Jessica Ferro ed Enzo Avagliano.

Ma che cos'è la controra? Lo sa bene chi è del Sud, la controra è quell'orario che va dalle 14 alle 16, quel tempo di relax post pranzo, dove tutto può accadere o niente accade, un limbo temporale.

Nel tempo sospeso della pandemia, per gli attori le case diventano palcoscenico, invertendone il senso precedente. Persi in lunghe ed estenuanti prove senza certezze di andare in scena, le maschere si sfaldano – e si confondono – tanto da non capire più chi recita, e chi no. "La canicola della controra" è uno spaccato quotidiano, in un interno qualunque. A dominare è l'attesa. L'attesa di tornare ad essere o a non essere più.

In un caldo soffocante che regala angoscia e claustrofobia, nel limbo delle "controra" appunto, due esistenze allo specchio fanno i conti con un futuro indecifrabile, quello dell'Arte. Intorno, sembra non esserci nulla, e, forse, è proprio così.

 

CINEMA - West Side Story

  • QUANDO? dal 23 dicembre
  • DOVE?  Solo al cinema 

Diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award® Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957.

 

Dopo aver completato il film The Post, Spielberg sentiva che era arrivato il momento di imbarcarsi nella realizzazione di West Side Story. Anche se il progetto era ancora in fase di pianificazione, la visione del regista stava prendendo forma: una prospettiva fresca, originale e unica sul materiale.

“Avevamo bisogno di scoprire la nostra voce per rendere questo nuovo film uguale e distintamente diverso al tempo stesso. Non volevamo aggiustare qualcosa che non era rotto, ma dovevamo giustificare la nostra esigenza di raccontare nuovamente la stessa storia", afferma Spielberg.

“Uno dei motivi risiedeva nel cast. Sul palcoscenico, lo spettacolo è stato interpretato quasi sempre da attori che non erano realmente ispanici. Nel film del 1961 gli interpreti avevano una trentina d'anni e molti degli attori che interpretavano i portoricani erano bianchi. Volevo un cast autentico, quindi volevo assicurarmi che gli attori e le attrici che avrebbero interpretato gli Sharks fossero al 100% latinoamericani, e giovani.”

Il regista voleva anche mostrare con chiarezza il contesto e il panorama in cui vivevano queste bande rivali.

“Il territorio di ciascuna fazione veniva obliterato dalla stessa palla da demolizione: interi quartieri venivano rasi al suolo e la popolazione si ritrovava senza casa. Tutti questi ragazzi, i Jets e gli Sharks, erano vittime di questo sconvolgimento. Questi ragazzi combattono per un territorio che sta scomparendo di fronte ai loro occhi”. 

Si trattava di una questione che i filmmaker volevano enfatizzare in questa nuova versione, anche se, come fa notare Spielberg, questo non faceva che accrescere la rivalità tra le gang. Kushner era dello stesso avviso e si è tuffato nel progetto con un immenso entusiasmo, svolgendo ricerche sul background della storia e concentrandosi in particolare sulla distruzione di un'intera sezione dell'Upper West Side.

Le vicende di questo nuovo film si svolgono nell'estate del 1957 nelle strade di due quartieri confinanti dell'Upper West Side, ovvero Lincoln Square e San Juan Hill. Insieme, questi quartieri coprono l'area a ovest di Broadway, dalla West 60th Street alla West 70th Street fino ai confini della città sulle rive del fiume Hudson.

Nei primi anni Cinquanta, Robert Moses, commissario delle opere pubbliche per la città di New York, rase al suolo questo intero tratto di terra per costruire il Lincoln Center for the Performing Arts e la Fordham University, tra le altre cose.

All'epoca, Lincoln Square era abitata dai discendenti di coloro che erano emigrati negli Stati Uniti durante il XIX secolo, prevalentemente dall'Europa. Gli abitanti di San Juan Hill, invece, erano principalmente portoricani che avevano preso parte all'immigrazione di massa avvenuta in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. A causa della distruzione di questi quartieri, quasi tutti gli abitanti dell'area furono costretti ad abbandonare le loro case. Per la maggior parte, la città spostò i discendenti dei primi immigrati europei e gli ultimi arrivati ispanici da un'altra parte.

Il trasferimento di queste popolazioni e l'effetto di questo spostamento sui quartieri sono un elemento cruciale nella sceneggiatura di Kushner. All'inizio del film, Kushner descrive quest'area come “una vasta landa desolata piena di macerie e case popolari rase al suolo o parzialmente demolite, attraversata da strade, fino a raggiungere il fiume Hudson”.

Fedele al libretto originale di Laurents, e con la benedizione di David Saint, della Leonard Bernstein Estate, della Robbins Estate e di Stephen Sondheim, Kushner ha scavato in profondità, non soltanto nella storia della distruzione di Lincoln Square e San Juan Hill, ma anche nel modo in cui essa avrebbe influenzato i personaggi di West Side Story. Nella sua rivisitazione, Kushner disegna un ritratto multidimensionale di ciascun personaggio, creando backstory individuali che motivano le loro azioni.

Kushner afferma: “È una storia colossale e politica, ma al tempo stesso è più intima e personale che mai: parla di due giovani ragazzi che si innamorano pazzamente, ma poi il loro amore viene ucciso dal contesto politico che li circonda. Questa storia è un avvertimento: il razzismo, il nativismo e la povertà sono l'antitesi della democrazia. Se non li combattiamo, distruggeranno i legami che sorreggono la nostra società. L'amore, come si suol dire, è la risposta: può trasformare il mondo e trasformare la crudeltà del mondo reale, ma non può conquistare tutto, o almeno non può sconfiggere immediatamente tutte le minacce. In un contesto fatto di odio, l'amore è in pericolo. E questo è tragico, questa è la tragedia di West Side Story”.

Spingendosi ancora più oltre, Spielberg e Kushner hanno completamente reimmaginato un personaggio – il gentile droghiere Doc – trasformandolo nella sua vedova, una premurosa donna portoricana che fa amicizia con il giovane Tony. Fin dall'inizio, questo ruolo è stato scritto per Rita Moreno, che si è unita al progetto anche in qualità di produttrice esecutiva.

 

 

TESTIMONI – Con Giacomo contro Ehlers –Danlos di tipo vascolare

Natale si avvicina e abbiamo tutti voglia di rinascere e lasciare il vecchio alle nostre spalle.

Eppure, molti di noi sono angosciati da problemi e sofferenze e sanno neanche il Natale li aiuterà a superarle.

Abbiamo scelto la storia di Giacomo che, di fronte alla sfortuna di essere stato colpito da una malattia rara per la quale non esiste ancora una cura, ha deciso di impegnare il proprio tempo prezioso per trovarla lui una cura, con il nostro aiuto.

Ecco la sua testimonianza: 

“Mi chiamo Giacomo. Ho 35 anni, vivo a Roma con mia moglie, Martina, e mia figlia di due anni, Flavia.
 

Queste sono le cose belle della mia vita.

Poi c’è una cosa meno bella: ho la sindrome di Ehlers-Danlos, nella sua variante vascolare. Una malattia genetica rara. In due parole, ho un problema nella produzione di collagene che mette a rischio emorragico vene, arterie, organi cavi. 
La prima manifestazione della malattia avvenne alla mia festa di 18 anni: mi piegai improvvisamente in due, come mi avessero sparato nell’addome.
Operato il giorno dopo mi salvai, fui stomizzato per due mesi, tornai a una vita normale senza che però venisse dato un nome a quello che mi era successo.
Dopo molti anni, nel 2014, un dermatologo che mi controllava un neo mise insieme una serie di elementi del mio fisico, riconducibili sostanzialmente ad una lassità dei tessuti connettivi, e mi suggerì di farmi controllare presso il Laboratorio di genetica del San Camillo di Roma dove scoprii di essere affetto dalla sindrome di Ehlers-Danlos, nella sua variante vascolare.
Per questa malattia al momento non esiste una cura. Seguo una terapia di sostegno a base di vitamina C ma le speranze per la soluzione definitiva sono tutte nella ricerca.
Per questo abbiamo costituito l’associazione “Con Giacomo contro Ehlers –Danlos di tipo vascolare” e con la guida tecnico-scientifica di Telethon abbiamo lanciato un bando per la ricerca di una cura.
Il progetto vincitore riceverà un finanziamento di 50.000 euro.
Se i progetti prescelti fossero più di uno, e avessimo i fondi necessari, potremmo finanziarli con altri 50.000 euro ciascuno. Naturalmente più progetti si riesce a portare avanti, maggiori sono le possibilità di individuare una cura.
Chiedo il tuo contributo perché dare una mano a me vuol dire dare una mano anche ad altri nella mia situazione.
Ti chiedo di partecipare a questo sforzo collettivo che per me si tradurrebbe in vita e futuro.
Sono sicuro che con te e con altre persone come te troveremo la cura per la sindrome Ehlers-Danlos di tipo vascolare. Insieme.”

Sito web: https://www.congiacomocontroveds.org

 

 

 

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