PREMIO ARCHIVIO DISARMO COLOMBE D’ORO PER LA PACE 2021 fondato da Luigi Anderlini XXXVII EDIZIONE

Venerdì, 15 Ottobre 2021

Archivio Disarmo, consegnati a Roma i riconoscimenti per la
XXXVII edizione del Premio Colombe d'oro per la Pace
 
Consegnati a Roma presso la Sala Benedetto XIII (Comunità di
Sant’Egidio) i riconoscimenti per la XXXVII edizione del Premio Colombe
d'oro per la Pace, organizzato da Archivio Disarmo con il sostegno delle
Cooperative aderenti a Legacoop.
La Giuria – formata da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo
Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta – ha deciso di
seguire un filo rosso ben preciso per il premio di quest’anno: i
conflitti che aggrediscono il Sud del mondo, in particolare quel Medio
Oriente allargato afflitto da violenza politica, assenza di democrazia e
violazioni dei diritti umani.
A fare gli onori di casa è stato Fabrizio Battistelli (Presidente di
Archivio Disarmo): «Con questo premio, arrivato alla sua 37ª edizione,
raccontiamo ogni anno storie importanti. Quest’anno, insieme a quelle di
straordinarie giornaliste e giornalisti italiani, raccontiamo anche
quelle di due giovani che arrivano dal Medio Oriente: una ragazza
fuggita dalla Siria – scampando all’oppressione dei matrimoni combinati
– e un giovane afghano che ha viaggiato quattro anni per raggiungere
l’Europa e ora vive e scrive in Italia».
I riconoscimenti sono andati a Giulia Bosetti, inviata e co-autrice di
numerose inchieste della trasmissione televisiva Rai "Presadiretta", e
curatrice nel 2021 dell'inchiesta sul business delle esportazioni
italiane di armi. «Sono onorata di ricevere questo premio – ha
dichiarato Bosetti – soprattutto per il messaggio che porta con sé. E’
un premio che voglio condividere con tutte le persone che lavorano con
me ed in particolare con Marianna De Marzi, Pablo Castellani, Raffaele
Manco e Alessandro Marcelli. L’Italia, benché si dica contro la guerra,
non smette di produrre e vendere armi anche a nazioni in guerra o con
regimi autoritari. E’ importante far luce su questi temi ed è proprio
quello che cerco di portare avanti con il mio lavoro».
Lorenzo Bagnoli e Giulio Rubino, membri del Consiglio direttivo di IRPI,
hanno ritirato il premio per Investigative Reporting Project Italy, il
primo centro di giornalismo investigativo non profit italiano che
realizza inchieste indipendenti in una prospettiva transnazionale su
mafie, corruzione, ambiente e diritti umani. Hanno detto Bagnoli e
Rubino: «Questo premio ci dà una grandissima soddisfazione, perché
significa che il nostro lavoro sta facendo passare dei messaggi. Da
quando siamo nati i temi fondamentali trattati sono stati le mafie
italiane ed i loro malaffari, per poi passare ad inchieste
internazionali. Ma ogni reportage non è fine a se stesso, serve da base
per quello successivo. Solo così si può dare serialità alla ricerca e
ottenere la consapevolezza dei lettori. Sapere che Archivio Disarmo è
tra loro, è sicuramente motivo di orgoglio».
Insignita anche Francesca Mannocchi, giornalista e documentarista che
collabora da anni con testate nazionali ed estere occupandosi di
migrazioni e di conflitti mediante reportage e video dalle aree di
crisi. «Il nostro è anche un lavoro fatto di grandi errori. Uno –
chiarisce Mannocchi – è quello di pensare che sia difficile raccontare
la guerra, non è così: è, purtroppo, eccessivamente “semplice”. L’errore
sta anche nel pensare che, finita la guerra, non succeda più nulla. E’
lì che noi cronisti e giornalisti non dobbiamo staccare lo sguardo per
capire cosa sta per succedere. E’ nei vuoti che ci sono quando le guerre
finiscono, che bisogna capire i nostri errori. Se ho questo premio
davanti a me ora, è perché ho finalmente capito di non aver capito,
spesso».
Colomba d’oro internazionale per Amani El Nasif, ragazza di Bassano del
Grappa di origine siriana. Dopo che all'età di 16 anni è stata segregata
per tredici mesi perché promessa sposa a un cugino, ora scrive e
testimonia del problema dei matrimoni forzati. «Il mio scopo principale
è quello di aiutare più ragazze possibili a dire “no” ad una vita che
non vogliono. Se fosse possibile aiutare anche solo una ragazza, il mio
percorso non sarà stato vano. Quando incontro gli adolescenti nelle
scuole, cerco di rieducare tutti alla sensibilità. Quando ormai la
notizia di una ragazza segregata in casa non va più in onda, significa
che tutti noi stiamo girando la testa dall’altra parte. Questo non deve
più accadere perché ogni battaglia, può essere anche la nostra» ha
dichiarato El Nasif.
L’altro premio internazionale è stato assegnato a Alidad Shiri, giovane
afghano che, dopo un'interminabile fuga durata quattro anni, è
finalmente riuscito ad arrivare in Italia, dove ora vive, studia e
scrive. Shiri ha dichiarato: «Sono molto emozionato di ricevere questo
premio, perché mi sto facendo portavoce dei miei connazionali, delle
donne, dei giovani e di tutti coloro che in queste ore stanno
fronteggiando il fondamentalismo in Afghanistan, a rischio della propria
vita. Sono felice di ricevere questo premio, perché mi darà ancora più
forza per raccontare le storie dei miei connazionali».
 
La Colomba d’oro per la Pace, opera dello “scultore dei Papi” Pericle
Fazzini, viene assegnata ogni anno a personalità del mondo
dell'informazione che si sono distinte nel far conoscere casi virtuosi
di gestione nonviolenta dei conflitti e di tutela dei diritti umani e
che, nella società civile, si sono fatte portatrici di ideali di
empatia, solidarietà e dialogo fra le persone.

Archivio Disarmo Archives - Pressenza

 

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