Rome Chamber Music Festival alla diciottesima edizione

Giovedì, 25 Novembre 2021

articolo di :  Maurizio Moretti                              24 novembre 2021

 Rome Chamber Music Festival

alla diciottesima edizione

 

*****

Quando un celebre violinista americano come Robert McDuffie fonda un Festival diciotto anni fa ed oggi riunisce 40 musicisti da 3 continenti per suonare composizioni di Ludwig Van Beethoven, Leonard Bernstain e Frank Zappa ha già pensato un evento eccezionale.

 

*****

all’Auditorium Conciliazione fino al 25 novembre

*****

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entrare all’Auditorium Conciliazione, nel luogo deputato circa novanta anni fa alle udienze papali, poi divenuto la sala delle armonie concertistiche più qualificate, dove hanno diretto, tra i tanti nomi famosi, personaggi come Stravinsky, Karajan, Sinopoli e Muti, dà sempre una leggera emozione. Direi, più che altro, una vibrazione.

Sono proprio le ricerche di nuove vibrazioni che hanno in comune i tre grandi musicisti, a cui sono dedicate le serate del Rome Chamber Music Festival. A loro modo tutti e tre hanno segnato le innovazioni che sono diventate poi Storia della Musica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pensiamo a Beethoven che, contrariamente agli usi della sua epoca, 250 anni fa, compose motivi più brevi, più di facile ascolto e che trasmettevano entusiasmo. Il suo Inno alla Gioia è tra i brani più ascoltati al mondo e, dal 1972, è l’Inno ufficiale dell’Europa.  Con l’utilizzo di nuove musicalità per l’epoca, quale il coro di voci nella Nona Sinfonia, mai utilizzato prima, Beethoven fu decisamente quello che oggi chiameremmo un’artista d’avanguardia. Difficile non aver ascoltato almeno una volta la sua “Per Elisa”, dedicata alla figlia tredicenne Elise di una tal Theresa Malfatti, donna che il Maestro stava corteggiando, sperando così di ingraziarsela.

Non meno innovativo fu Bernstain, compositore, direttore d’orchestra e pianista che, con il suo eclettismo musicale, amava interpretare i classici ma avere anche un feeling con il jazz. Basta ascoltare le musiche di West Side Story, da lui composte, per ritrovare la sua patria d’origine, l’America. Paese sempre alla ricerca di quell’eccezionalità con cui si vuole distinguere.

Direttore di alcune tra le più famose orchestre al mondo, tra cui la New York Philarmonic Orchestra, Bernstain è stato il primo americano a dirigere alla Scala di Milano con protagonista la Maria Callas. Il suo modo brillante di dirigere diventò un suo vero e proprio marchio, nel suo essere sempre un passo avanti al suo tempo.

Frank Zappa, americano di Baltimora, è il classico “genio & sregolatezza”. Ha spaziato dal rock al rhythm & blues, dalle composizioni per orchestra fino a due album eseguiti per intero elettronicamente. Colmo di una ricca cultura musicale, la condensava nel suo stile riunendo, ad esempio, parti orchestrali con assoli di chitarra elettrica. Compose brani che segnarono il suo anticonformismo, ben sintetizzato nel suo aforisma “senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile”. Joe's Garage è un album triplo del 1979 fra i più conosciuti, ed in cui traspare il suo anelito di libertà, musicale e non.

 

Il Direttore Artistico del Rome Chamber Music Festival, Robert McDuffie, unendo Maestri di musica famosi a giovani talenti, ha dato una nuova scossa all’ambiente della musica classica, facendo in modo di far ricercare, ad ognuno lungo il suo cammino , quelle vibrazioni che a volte solo la musica sa donare… se è vero, come si dice, che la musica è il modo più divino che ci sia di narrare le storie.

                                                                                     MxM  ✍︎

 

 

https://www.viviroma.it/index.php?option=com_community&view=videos&task=video&groupid=214&videoid=900&Itemid=127

Non sei iscritto, partecipa a Vivi Roma!

Autore

MxM

File disponibili

Nessun file caricato

Socialnetwork

Post dai gruppi

Chi è in linea