Moriq - Intervista dell'Artedì

Venerdì, 10 Settembre 2021

Moriq, al secolo Francesco Morciano, classe 1998, inizia a scrivere le sue prime rime sin da ragazzino. Quello che, all’inizio, è un semplice passatempo, diventa però presto una forte passione che lo porta a iniziare a produrre le sue prime strumentali per poter accompagnare la sua voce. Durante l’adolescenza si fa le ossa in giro per la provincia, fra numerose battle di freestyle e jam locali. 
Con la maturità personale e artistica arriva per lui una nuova svolta. Inizia, infatti, a studiare il sassofono e ad allargare i propri orizzonti musicali in varie direzioni, dal soul al jazz alla musica elettronica, collezionando diverse collaborazioni con vari musicisti del leccese e non solo, sia live che in studio.

Oggi Moriq è qui per rispondere ad alcune domande per Viviroma.it

Chi sei?

Francesco, in arte Moriq. Canto, rappo, suono il sassofono e produco. E adesso faccio anche interviste.

 

Perché lo fai?

Penso che ognuno abbia il bisogno di esprimersi a suo modo, semplicemente questo è il mio. Adoro la musica, adoro ascoltarla. Fare musica che mi piacerebbe ascoltare dall'esterno è una naturale conseguenza del mio amore per essa.

 

Tre artisti con cui vorresti collaborare

Italiani? Neffa, Ghemon, Franco126.

 

Come è nato il tuo ultimo brano?

Quasi per caso, come un flusso di coscienza. Poi ha preso forma la metafora dei cantieri e ci ho costruito tutto il pezzo intorno.

 

Dove ti vedi tra cinque anni?

Spero a fare dei tour in giro per l'Italia. Ma a prescindere da ciò mi vorrei vedere come un musicista che ha alle spalle dei progetti solidi, che è quello per cui sto lavorando già da adesso.

 

Viviroma si occupa di cultura e spettacolo, cosa ne pensi della scena musicale indipendente italiana?

Che ribolle di idee e personaggi interessanti. Tant'è che spesso penso che sia un peccato come diverse realtà indipendenti (e spesso provinciali) rimangano fin troppo spesso delle perle nascoste.

 

Viviroma ti ringrazia per il tuo tempo, di seguito la storia e il link per l'ascolto di 'Cantieri'

             

link per l'ascolto: https://youtu.be/yxbTkxcc5Lc

Il pezzo, scritto e composto dallo stesso artista, vede la collaborazione nel mixaggio e del mastering di Alex Adilardi


Lunedì 16 agosto, ha visto la luce il nuovo brano di Moriq.
Il brano, nonostante abbia un’impronta R&B, ha dei richiami Jazz e Funky.
Il videoclip uscirà il 26 agosto sul canale youtube del cantante

Il lavoro ha visto anche il coinvolgimento di:
Giovanni William Palmisano alla fotografia, Benedetta Calò al make-up, Phiale Studio al video editing, ASD “Alma Latina” Studio Danza al corpo di ballo.
“Cantieri è un pezzo che è nato un po’ per caso. 
Ero semplicemente in fase di studio, e scrivevo delle rime su una base trovata in giro, per la precisione proprio quelle all’inizio del pezzo. Continuando, poi, con la stesura, mi è venuta in mente quella rima sui cantieri, che mi è piaciuta talmente tanto da sceglierla come incipit del ritornello e snodo centrale del pezzo. Per la base, invece, mi sono messo a provare la prima strofa su una bozza di strumentale che già avevo sul computer. Visto che il tutto mi stava piacendo, ho continuato a lavorare sia sul testo che sull’arrangiamento della strumentale, arrivando quindi a scrivere anche la seconda strofa. 
Se il beat inizialmente aveva un semplice sound lo-fi hip-hop/R&B ho deciso, poi, di aggiungerci qualche elemento di rottura, come il basso funky che emerge in alcuni punti. Infine, mi è poi venuta l’idea dello scat finale su un riarrangiamento jazz della base per dare quel "tocco in più". 
Lo scopo è quello di esprimere, non a parole, quelle emozioni che volevo comunicare in tutto il testo, rafforzando quel senso di nostalgia che, secondo me, pervade la canzone. Infatti, il testo che ho scritto contiene dei costanti riferimenti al passato, a cui però bisogna guardare in maniera costruttiva, come quando ti soffermi sui cantieri. Questo passato è fondamentale e non si può fare a meno di rapportarvisi. Infatti, come dico nel ritornello, noi siamo un cantiere di ricordi, nel senso che ogni azione che svolgiamo al presente non è altro che un ricordo che noi avremo in un futuro più o meno lontano.”

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