Grano - Intervista dell'Artedì

Martedì, 05 Gennaio 2021

La protagonista dell'Artedì di oggi è la giovane e talentuosa Grano che oggi risponderà ad alcune domande per Viviroma.it

Chi sei?


Mi chiamo Ilaria Caucci, sono di Civitanova Marche, classe 1996. Mi definisco una Dr. Jakyll e Mr Hyde, questo perché nella mia vita mi divido tra scienza e musica, laboratori e palchi. Sono una neolaureata in “Biosciences” e momentaneamente sto continuando i miei studi universitari nell’ambito della biomedicina. La scienza è un percorso che nasce dal desiderio di poter aiutare le persone, anche se sono caotica e un po’ iperattiva per star chiusa troppo tempo in un laboratorio. 
Sono convinta che alla mia età si debba fare tutto il possibile per trovare la giusta strada da seguire. Per questo ho iniziato a studiare musica quando avevo quindici anni, a fare spettacoli in teatro, concerti, stage e concorsi. Credo che si debba cogliere ogni opportunità, se hai una passione la devi coltivare, anche a costo di perdere un po’ di sanità mentale per riuscir a stare dietro a tutti gli impegni presi.

 


 

Perché lo fai?


Perché sin da bambina ho sempre saputo che questa era la mia strada. Nella vita cerco di essere la parte migliore di me, ma infondo migliore per chi? Tanto ognuno vede ciò che vuole vedere. Quando mi esibisco, invece, non mi importa più niente, è come se mi sentissi libera da giudizi e pregiudizi, lì sul palco io posso fare ciò che voglio, ogni sbavatura potenzialmente è arte. Ho trovato la dimensione della mia libertà.

 


Tre artisti con cui vorresti lavorare


-Antonella Ruggiero, una dei miei idoli. Ascoltare la sua voce mi paralizza: è affascinante, moderna, cristallina. Sarebbe un sogno poter cantare con lei. 
- Carmen Consoli, da lei mi farei scrivere anche la lista della spesa, la sua scrittura è geniale, romantica e originale. 
-Francesco Bianconi, è semplicemente ipnotico. Forse è uno degli artisti italiani più geniali e pazzi, poi la sua voce è magnetica e la sua scrittura originale.

 

                                 


Dove ti vedi tra cinque anni? 


In studio, per un altro disco: il secondo, il terzo o forse il quarto. Voglio costruire una carriera e andarmene un po’ in giro a raccogliere pezzi di vita, suoni nuovi e sensazioni diverse e metterle tutte in un nuovo disco. Voglio crescere come artista e sentirmi finalmente di meritare di essere definita tale.

 


Tre aggettivi per descrivere l’album a cui stai lavorando.


Elegante, sensuale e introspettivo. Nel disco ogni protagonista parla a sé stesso, è la sua interiorità che dà voce al testo. C’è tanta sensualità nell’intimità di ognuno di loro. Ci sto mettendo molte mie esperienze dentro questo disco, è un bellissimo contenitore, il mio contenitore, ma anche quello di chi ci sta lavorando con me e spero che sarà il contenitore anche per molte altre persone.

 


ViviRoma si occupa di cultura e spettacolo, cosa ne pensi della scena musicale italiana? 


È ricca, piena, ma non satura. Ci sono tante idee e progetti che meriterebbero un pubblico più ampio in Italia. Spesso sento dire che “la musica d’oggi è spazzatura”, non sono d’accordo! Penso semplicemente che si debba saper cercare. Gli artisti italiani danno un grande peso alla parola, alla semplicità e alla sostanza. Oltre alla tv e alle radio più seguite, c’è un mondo musicale fatto di sperimentazioni, di suoni intriganti, di parole ricercate, sarebbe bello se anche questa realtà venisse conosciuta dal grande pubblico.

 

Viviroma ti ringrazia per il tempo che gli hai dedicato, di seguito il link per ascoltare 'Cartoline':https://open.spotify.com/track/0g0q3BCq9TaL1vz7iNO4bk

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